Avete visto un concerto? Volete farci i complimenti? Oppure volete scrivere la vostra recensione di uno dei vostri eventi? E’ il vostro momento.
Questo è il vostro spazio, dove lasciare commenti, impressioni, suggerimenti su tutti gli eventi in calendario a MITO SettembreMusica 2009.






















User Responses
34 Responses and Counting...
09.02.2009
Nonostante la Platzer dica che noi torinesi ci siamo supinamente inchinati alla supremazia “meneghina” (e per il mero motivo di aver inserito il risotto-omaggio allo zafferano nella cena inaugurale) io, che mi affaccio appena a questo mondo ma dall’interno della trentennale organizzazione Merlo-Tori-Baldari vedo, osservo, imparo e considero, a loro ed all’intero staff “sabaudo” esprimo la mia stima e l’incoraggiamento a proseguire ed offrirci ancora e ancora questo “Festival delle meraviglie” (grazie, Osella!), per farci divertire, crescere e sognare.
Avanti Savoia! G.
Meraviglioso il concerto inaugurale diretto dal maestro Temirkanov!
Concerto meraviglioso, ecco la nostra opinione:
http://www.mitosettembremusica.it/blog/?p=280
La musica senza confini aspetta settembre qui a Torino e ne ha ragione.
Primo ascolto di questa stagione: New Seeds of Contemplation, Toshio Hosokawa, commistione a mio dire ben equilibrata tra antico e moderno.
Un oriente inedito, da sentire “a pelle”: suoni capaci di penetrare in profondità, nonostante la delicatezza di un tocco evanescente, impercettibile.
La dilatazione del tempo musicale è ben scandito dall’alternarsi di respiri, silenzi e rintocchi, fino a disegnare un’unica fusione di movimenti melodici autonomi, di percorsi alla fine armonici, e ciò malgrado l’indiscutibile scelta di contrasti stridenti per un orecchio occidentale.
Il confine tra antico e moderno salta, così come la scissione tra culture.
L’immediatezza di un suono che spesso va oltre l’udibile riesce a bypassare la mediazione del linguaggio, dei codici. L’ansia del dover dire lascia spazio al vuoto della contemplazione, restano i suoni da assaporare, come l’irrinunciabile lentezza dei gesti.
Sicuramente un ottimo inizio.
Immaginate tre gnomi delicatamente assisi su un finto prato, vestiti con stoffe pregiate ed esotiche, che con i loro strumenti particolarissimi ed i loro suoni extracontinentali ci conducevano per strade senza tempo, alla ricerca di un senso perduto dell’essere e dell’ascoltarsi essere.
Che bello il gagaku dei giapponesi all’Astra!
Grazie per il viaggio in Oriente che MIto ci ha offerto a costo zero!
Mario
ciao a tutti
Meravigliosa e perfetta esecuzione dell’Orchestra Filarmonica di Torino, il M° Sardelli è riuscito a tirare fuori l’anima purissima dei Maestri Orchestrali……Sublime!
volevo vedere la zanzafiaba sul sito!!! ore 17.00 ma come si faaaaaaaaaaaa?
Curiosa e interessante la serata VERSUS (craig) all’Alcatraz. Un solo piccolo appunto: l’ascolto meritava sedie e magari una posto più raccolto.
Lo staff del MiTo è gentile e preparato. Fa piacere, incontrare gente che fa il proprio lavoro con passione.
mg
Sorprendente il concerto di Carl Craig all’Alcatraz, assolutamente geniale il connubio di stili. Bellissime anche le luci, grazie a MITO!
C.
Cara Carlotta,
ecco le indicazioni: puoi guardare gli spettacoli trasmessi in diretta o in differita sul sito del Festival nel player della homepage, che si trova nella colonna di destra e si chiama VIDEO GALLERY. Quando c’è una diretta o una differita compare un canale “MITO TV in diretta” sotto il player, che devi selezionare per poter guardare lo spettacolo. Cliccando sul pulsante nero a sinistra del volume può passare in modalità “schermo intero”. Se non vedi il canale o se non parte la diretta deve aggiornare la pagina del suo browser.
Se vuoi vedere La Zanzafiaba può andare nella sezione Multimedia_Video del nostro sito, giorno 5 settembre. Selezionando il video della Zanzafiaba partirà nel player. Facci sapere se questa volta funziona!
niente YMO?! accidenti.
Peccato, ma recuperiamo presto Sakamoto!
http://www.mitosettembremusica.it/it/news/concerto-straordinario.html
Sono tornato da poco a casa (abito ad Alessandria) dopo aver assistito al concerto dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, diretta dal giovane Diego Matheuz, alla sala del Lingotto a Torino. Nonostante l’ora tarda non potevo andare a dormire senza lasciare un mio commento a caldo di questo evento che mi ha suscitato tante emozioni. Nonostante la mia pluridecennale frequentazione dei concerti (ho 50 anni) e le mie competenze (sono un docente di educazione musicale nella scuola media) conoscevo, ovviamente di fama, l’orchestra romana ma non avevo mai avuto modo di ascoltarla dal vivo. Una compagine di livello alquanto elevato, indubbiamente alla pari con tante rinomate orchestre europee. Ma, aldilà delle indiscutibili qualità esecutive, quello che veramente mi è piaciuto è altro: ho apprezzato la presenza di tanti giovani tra i professori d’orchestra, mi è piaciuto notare sui loro visi il frequente sorriso di chi ha piacere di fare musica insieme agli altri condividendo questa magnifica esperienza. Ho notato e apprezzato il rituale del primo violino che, alla fine della sinfonia di Ciakovski, ha abbracciato e baciato la sua compagna di leggio, quasi a sottolineare, al di là della possibile relazione, l’emozione condivisa di una grande esecuzione. Magari potrebbe essere solo una mia impressione, ma non credo. Se invece fosse così, mi piace comunque pensare che invece fosse tutto autentico. Un’orchestra di giovani guidata da un giovane altrettanto dotato di talento, il Maestro Diego Matheuz. E che bella sorpresa leggere sul programma di sala che il Maestro è un “prodotto” del sistema educativo musicale messo in piedi alcuni anni fa in Venezuela, con grande coraggio, dal Maestro Abreu (con la collaborazione anche di Claudio Abbado, il cui gesto è molto riconoscibile in quello del giovane direttore…). Quanto avrebbe da imparare l’Italia dall’esempio venezuelano! Serate come questa mi(ci) riconciliano con l’esistenza e, alla stesso tempo, mettono in evidenza, almeno per me, l’abisso tra il sublime (l’arte) e il prosaico (la vita quotidiana), la differenza tra chi è riuscito a raggiungere la cima di un’alta montagna e respira aria pura e chi sta in basso, nel caldo afoso e nell’aria inquinata della pianura…. Invidio questi giovani musicisti che, pur con indubbi sacrifici, possono nutrire tutti i giorni il loro spirito con la musica praticata a così alto livello. Quello che ho scritto è solo una parte delle mie emozioni: tante altre me ne ha suscitate questa serata. Ma le tralascio perchè scenderei su un piano troppo personale e poco interessante per gli altri…
Bellissimeed interessanti le 8 Suite di G.F. Handel ed affascinanate interpretazione del M° Ruggero Laganà.
Peccato per la rumorosità di fondo della sala – ineliminabile ci hanno detto i responsabili del Museo – che avrebbe dovuto sconsigliare vivamente l’utillizzo di quella location, peraltro suggestiva, per un concerto con uno strumento, il clavicembalo, dalla sonorità sicuramente non ” prepotente”: l’ascolto ne è rimasto alquanto penalizzato .
ottima scelta x il concerto del 7/09/09 con l’inserimento del giovane direttore
Diego Matheuz – spero vivamente di poter vedere e sentire anche a Torino
Gustavo Dudamel con la Simon Bolivar youth orchestra of venezuela
Sono d’accordo con Marilena.Sono tuttora dispiaciuta di non avere potuto vedere alla direzione dell’Orchestra di S.Cecilia il maestro Pappano, al quale auguro ogni bene e una rapida ripresa, ma il giovane e simpatico direttore venezuelano, Diego Matheuz, è stata una piacevole sorpresa!
(Che bello vedere un ragazzo così giovane alla ribalta! A quando il maestro Dudamel?)
Il programma delizioso. Abbiamo trascorso una serata amabile e devo confessare che MITO non mi delude mai.
L’idea di “MiTo” per la città è innovativa e ben pensata!
Siamo stati al concerto-spettacolo per bambini ragazzi al cortile della Rochhetta al Castello di Milano.
Mi chiedo se gli organizzatori siano mai stai di bambini o ragazzi. Lo spettacolo era noioso per gli adulti, i commenti radiofonici degli esperti…(immaginate i bambini cosa capivano?!!!) su argomenti come lo scodizolamento dei cani o su viaggi… erano lunghi, incomprensibili sia per l’audio sia per le nozioni che ad una persona lauretata e specilizzata apparivano difficili da seguire… la musica assolutamente inascoltabile e lo spettacolo penoso. Tutto per 5 euro a testa bambini compresi con file per entrare di un’ora!!! Mi chiedo se sia questo il modo per far conoscere la musica ai bambini..
Varrebbe la pena riflettere un po’. Valeria
Gentile Valeria. Ci dispiace molto che lo spettacolo non sia stato di suo gradimento. Per fortuna abbiamo ricevuto l’apprezzamento di tanti altri spettatori, conferma del fatto che non è facile accontentare tutti i gusti. Comunque noi ci proviamo! Alla prossima!
Ho assistito con la mia bambina di tre anni al concerto nel cortile della Rocchetta al Castello sforzesco di Milano e volevo lasciare anche io un commento su ciò che ho visto. Ho visto mia figlia entusiasta ed affascinata per tutta la durata del concerto. La cosa si è ripetuta anche a casa perché su richiesta-pretesa della mia bambina abbiamo appena guardato per ben cinque volte il piccolo video-commento presente sul sito, prima che io abbia finto una rottura del computer allo scopo di convincerla ad effettuare il riposino pomeridiano. Ho visto bambini fare a gara per andarsi a sedere per terra davanti alle prime file al fine di assistere da vicino allo spettacolo, come si fa nei concerti rock, quando sono belli. Ho visto un ottimo concerto, delle deliziose coreografie e divertenti costumi. Ho sentito molti applausi e visto visi entusiasti di bambini e adulti, proprio come mia figlia e me. Ho anche scoperto, dall’ascolto dei commenti contestati in questo blog, che un noto naturalista ha capito cosa fare nella vita quando si è vergognato di essere l’orrido protagonista di una stupida caccia all’orso: spero che abbiano ascoltato tanti figli di cacciatori abbastanza grandi per decidere fin da ora di rinnegare la strada paterna e prenderne una migliore in tutt’altra direzione.
Brave e bravi lavoratori del MITO: continuate così!
Ho acquistato i biglietti per il concerto di domani al conservatorio Verdi di Milano, mi aspettavo di ascoltare la “Sinfonia Fantastica” di Berlioz, e la trovo sostituita da “La morte di Cléopatre” e dalla Sinfonia 1 di Mahler!!!!! Nulla contro Mahler, ma giacchè quest’anno sarebbe il mio terzo concerto della Sinfonia 1, avrei gradito ascoltare la “Fantastica”!!! per altro, ciò per cui ho pagato!!!
Capita, per preblemi di sostituire gli artisti, lo posso capire, ma cambiare i programmi!!!!
Splendido Mahler
Harding: quando lo ascolti dirigere, puoi “vedere” la musica.
Unico!
Vendo due biglietti in galleria (55 euro) per il concerto di Paolo Conte di questa sera 18 settembre a Torino.
Se interessati telefonare 330609590
Approfittiamo di questa circostanza per comunicare le modalità di rimborso dei biglietti in casi come questo:
è possibile farlo recandosi in biglietteria prima del concerto oppure fino a cinque giorni dopo.
Ricordiamo al pubblico che la cantante Lisa Milne ha annullato per l’improvvisa scomparsa del marito e che la sostituzione con Michelle DeYoung ha determinato un cambio di programma. Tutto questo indipendente dalla volontà del Festival. In ogni caso, ci scusiamo per l’eventuale disagio.
E’ un’iniziativa bellissima e per la scelta dei brani e per il luogo dove si svolgerà la manifestazione. Peccato che non ci sia la possibilità di poter intervenire. Sono iniziative di questo tipo che permettono la diffusione della cultura a di affinire il gusto musicale scoprendo un universo nel quale l’armonia e la magia permettono a ciascuno di noi di far volare la propria anima in alto come un falco.In un momento buio per le sorti dell’umanità la cultura può essere come un faro che illumina un mare nero, in una notte nera, permettendo al naufrago un approdo sicuro.
Grazie a una diffusione così capillare per il costo del biglietto alla portata di tutti, si promuove anche lo sviluppo di un territorio. Non c’è niente di più bello che trascorrere un week-end restando in giro in una realtà altra da come ti viene presentata e che invece ti offre la possibilità di vedere l’altra faccia della medaglia.
Ho ascoltato il concerto del 19 settembre in S.Ambrogio, veramente fantastico ed emozionale. Non conoscevo il canto ambrosiano, ne avevo mai sentito dal vivo questa bellissima musica. Riporto il parere anche di molte persone che erano sedute vicno a me, sicuramente ho ascoltato uno dei migliori concerti in assoluto delle tre edizioni di MI-TO. Uno traordinario coro femminile ambrosiano che mai avevo sentito, ci ha fatto stare senza fiato per oltre mezz’ora, sembrava di stare in un monastero. Finalmente abbiamo ascoltato un ottimo coro con voci naturali che ha eseguito sia il canto monodico sia la polifonia con idee chiare e precise per dinamiche e coliriture. Ottimo il direttore al quale va un grande merito, a molti sconosciuto, ma considerato un grande esperto di polifonia e canto ambrosiano, tipico esempio questo, di grandi maestri che si dedicano alla liturgia, con una grande professionalità al pari dei più affermati direttori. Il gruppo vocale Rhaudenses che ho già avuto modo di ascoltare in passato è riconosciuto come uno dei migliori cori di Milano. Lo scorso ottobre a San Marino nella bellissima Abazia di San Leo hanno eseguito un mirabile concerto di straordinaria bellezza.
Spero vivamente che si possa riascoltare l’ambrosiano e questo bellissimo coro polifonico nell’ambito del festival MI-TO. Grazie per averci regalato delle emozioni e grazie per averci donato queste straordinarie perle.
e.
A proposito del Concerto di Salvatore Accardo (Mendelssohn) in Conservatorio a Torino: splendido programma, come sempre ottima organizzazione; l’Ottetto è la summa della musica da camera mendelssohniana, la perfezione assoluta a 16 anni…il bellissimo Trio in do minore è stato eseguito meravigliosamente dall’ Estrio, con precisione e una non comune “carica” di squisita musicalità…peccato
che invece Accardo non rientri in quella schiera di musicisti che a un certo punto decidono di lasciare un bel ricordo . Quel povero adagio del sesto quartetto op.80…
ciao a tutti
ieri io e il mio fidanzato siamo andati a vedere il gagaku all’auditorium agnelli(torino).
premettendo che sono un’amante di tutto ciò che riguarda il sol levante, devo dire che questo concerto è stato di difficile ascolto. in effetti questo tipo di musica appartiene ad un’epoca troppo lontana da noi. in ogni caso è stata una bella esperienza poiche abbiamo scoperto un nuovo lato di questo straordinario paese che è il giappone.
Torno adesso dal pala Isozaki, dove ho assistito all’esecuzione della nona sinfonia di Beethoven. Credo che sia lodevole fare in modo che il grande pubblico si avvicini alla grande musica offrendo un evento del genere ad un prezzo stracciato. In questi casi, però arriva gente che non ha mai messo piede in una sala concerto, niente di male, anzi credo che si voglia proprio questo: il problema è cjhe chi non ha mai ascoltato un concerto di musica classica, non sa che non si deve applaudire tra un movimento e l’altro di una sinfonia, cosa che si è ripetuta più volte. Addirittura, stasera il pubblico è arrivato ad interrompere a metà il quarto movimento. Lungi da me stracciarmi le vesti, parlando di offese alla musica o dire che il pala Isozaki non sia un posto adatto a Beethoven e snobismi vari, la cosa sarebbe facilmente evitabile se la gentile speaker che ad inizio concerto ci ha avvertito tutti di guardare dove fosse l’uscita più vicina in caso di emergenza, ci avesse anche ricordato di applaudire solo alla fine dell’esecuzione dell’intera sinfonia. Comunque, da appassionato di jazz e da occasionale ascoltatore di musica classica, quest’anno mi sono goduto il festival come non mai,vi ringrazio per questo splendido mese che ci avete offerto e vi aspetto l’anno prossimo,
A presto
Mario
Commento relativo al concerto “L’orecchio di Bethoveen” – 22 Settembre 2009 – Conservatorio G. Verdi – Torino
L’unica nota di non critica va ai musicisti, che non hanno sfigurato.
Per il resto si è trattato di uno spettacolo povero e piccolo, piu’ vicino alla recita scolastica che alla proclamata , ma per nulla raggiunta, ambizione di unire musica e teatro.
La musica è sembrata quasi essere scollata dalla narrazione, buttata lì giusto perchè, trattandosi di Beethoven, doveva forse per forza esserci.
Probabilmente qualunque buon studente di Storia della Musica o di Musicologia avrebbe saputo fare di meglio.
Lo spettacolo è parso non avere nè capo, nè coda, ed ha finito con il rappresentare Beethoven infarcendo la narrazione con una serie di scontate banalità. Il tutto è sembrato immerso in quella purtroppo sempre più frequente “patina televisiva” che ha la pretesa di rendere importante e culturale anche lo scontato ed il banale (e che sta finendo purtroppo con l’anestetizzare lo stesso giudizio del pubblico, che ormai quasi inconsciamente avezzo ai ritmi ed ai gerghi televisivi non sembra purtroppo quasi più rendersene conto, applaudendo quasi per contratto e senza più avere la capacità e la voglia di giudicare oggettivamente ciò a cui sta assistendo).
L’assessore alla cultura del Comune di Milano Massimiliano Finazzer Flory, ideatore ed interprete principale dello spettacolo, forse non sa che a Torino siamo abituati a ben altri livelli di approfondimento e di analisi (… chi si ricorda le maratone Schubert e Brahms in compagnia del Prof. Pestelli ai “Settembre Musica” di una decina di anni fa sa bene a cosa mi riferisco).
Sorge spontaneo il pensiero che la carica amministrativa ricoperta dal narratore sia stata l’unica ragione ad aver spinto ad inserire lo spettacolo nel calendario torinese del festival.
Ulteriori commenti al seguente link:
http://www.sistemamusica.it/php/calendario/?p=989&m=200909#comments
leggere l’intero blog, pretty good
io volevo semplicemente farvi i complimenti siete bravissimi!
Il concerto di oggi (Jordi Savall & La Capella Reial de Catalunya/Le Concert des Nations) è stato magnifico, come era facile prevedere. E’ valsa la pena affrontare tutti i disagi che questa strana programmazione ha causato.
Si, perché per vedere questo concerto ho perso moltissime ore: recupero dei biglietti martedì ore 12.00 (giorno e orario lavorativo!), arrivando con un po’ più di un’ora di anticipo rispetto all’apertura per non fare troppa coda (pensionati come sempre già in fila dal giorno precedente, poi dormono al concerto). Il concerto è programmato per venerdì alle 15:00 (giorno e orario lavorativo! e due!!), e bisogna presentarsi con largo anticipo (minimo un’ora) per trovare un posto decente in una chiesa dalla “collaudata” discutibilissima acustica.
Non ho capito il senso che ha far fare due code!!!!
Una per prendere gratuitamente un gradissimo biglietto omaggio, e un’altra per entrare. Perché anche se si ha uno dei primi biglietti, conquistati con una lunga attesa, i posti non sono numerati e se non si arriva con largo anticipo, mi ripeto, non rimangono che i posti peggiori (e data l’acustica non si sente altro che il coro).
Insomma le ore di lavoro perse sono tantissime: viene costar caro il concerto. E quanti non son potuti venire a causa dell’orario.
A caval donato non si guarda in bocca, e nel caso di questo concerto il cavallo era di gran razza pregiata, per cui ringrazio sentitamente per l’iniziativa eccellente. Ma almeno una delle due code potevate farcela risparmiare, o almeno fare il concerto fuori dall’orario lavorativo.
Saluti